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Speciali, felici e inclusi

Voglio interrompere il mio racconto, la mia personale esperienza di vita, per raccontarvi ciò che qualche giorno fa mi è capitato... spero che possa essere anche per voi una piacevole esperienza, che possa aiutarvi a capire...

Per la gran gioia del mio bambino, siamo stati in piscina, non c'era tanta gente, la cosa importante da dire, senza dover entrare nello specifico, è che un altro bambino "speciale" ci faceva compagnia (io e mio marito, non conoscevamo nessuno di loro).

Ebbi la sensazione piacevole che qualcosa di bello mi avrebbe lasciato, perchè ogni cosa ti insegna.

Da un semplice gioco con la palla in acqua iniziato da una delle mamme li' presenti, si creò un bellissimo momento di condivisione.

In quel momento si creò un gruppo di cinque bambini ed un adulto, che condividevano e si divertivano, non esistevano differenze, un pò di impegno da parte dei bimbi "speciali", ma che grazie alla bravura di questa mamma, tutto fu semplice.

Dopo un altro momento...mio marito decide di giocare a schizzarsi con nostro figlio e senza forzature o dover creare la situazione, anche l'altro bambino "speciale" inizia a divertirsi con loro.

In entrambe le situazioni, molto semplici e comuni a tutti, vedere la gioia negli occhi di questi bambini, ma soprattutto la serenità nel condividere senza sentirsi troppo in difficoltà, è stato bellissimo.

Cosa che mi ha fatto capire quanto si fossero sentiti felici, è stato sentire l'altro bambino, della stessa età del mio (otto anni), che continuava anche dopo aver finito di giocare, a ripete alla zia che lo accompagnava, che si era divertito tantissimo a giocare a schizzare con mio marito e voleva tornare a rifarlo.

Condivisione e semplicità e tanta apertura nel capire le necessità altrui, che non sempre sono come le nostre, ma che portano tanta gioia e serenità a chi fa fatica, perchè in difficoltà.

Ciò che è importante sottolineare, è che in questi due momenti, la condivisione del gioco è stata possibile grazie all'aiuto di un adulto...Adulto predisposto...

Credo fortemente, che noi adulti possiamo fare tantissimo affinchè chi è in difficoltà si senta sereno e incluso. Se proviamo a parlare senza timore, ai propri figli, nipoti, insegnandoli quanto è importante tendere la mano a chi da solo non cela fa, prossimamente non sarà più un adulto a dover creare una situazione di gioco inclusivo, ma vedremo gli stessi bambini a farlo, rendendo i nostri bambini "speciali", felici ed inclusi.


 
 
 

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